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Compositori

- bio - works
Carlo Forlivesi
Carlo Forlivesi - Biografia
1971

Sito: www.alya.it/forlivesi/forlives.htm

E-mail: carlo_forlivesi@hotmail.com
Nuove musiche per Biwa (2003)
per 2 suonatori di biwa
The tunnel of light (2000)
per nastro

Compie gli studi musicali presso i Conservatori di Bologna e di Milano, dove si diploma sotto la guida di Alessandro Solbiati. In occasione del suo esame di diploma, Marcello Abbado loda il virtuosismo compositivo e la maturità espressa dall'ancora giovanissimo compositore in una sua opera per orchestra. Nel 1996, durante il Centre Acanthes in Avignone, madame Yvonne Loriod Messiaen, celebre pianista e moglie del compositore Olivier Messiaen, lo indica apertamente quale autentico talento nel campo della composizione. L'anno successivo, vinta l'ammissione ai corsi di composizione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e dell'IRCAM di Parigi, li frequenta congiuntamente portando a compimento un cammino formativo che gli consegna piena padronanza sulle più avanzate tecniche strumentali e sulle più evolute correnti musicali.

Accanto agli studi di composizione, coltiva da sempre una grande passione per la musica del passato, che lo porta a praticare il pianoforte, la direzione d'orchestra, il clavicembalo e a seguire i corsi di musica antica di Jordi Savall in Spagna, acquisendo una visione straordinariamente ricca del panorama musicale dalle origini ai nostri giorni. Di recente, Forlivesi ha ricevuto come riconoscimento dalla Yamaha Music Foundation il prestigioso "Music Support Program" per la produzione della sua composizione Japanese Window - Sesshu's Landscape 1495 per musica elettronica e danza tradizionale giapponese, opera realizzata in collaborazione con l'artista giapponese Sayuri Unou, ed eseguita in prima mondiale presso il Circolo della Musica di Imola, in occasione di una conferenza-concerto che Forlivesi ha tenuto nella stagione scorsa e che è stata ripresa dalla RAI. La critica musicale internazionale ha dedicato all'evento numerosi articoli, tra i quali particolarmente ampio quello apparso sul "Ongaku Gendai", una delle riviste di cultura musicale più autorevoli del Giappone. Sotto l'egida della Yamaha Music Foundation, l'opera è stata nuovamente eseguita in più occasioni durante l'Emilia-Romagna Festival e apparirà ancora nei prossimi mesi in prestigiosi contesti, tra i quali il festival Hoppo Bunka Forum dell'Università di Sapporo, in Giappone e la Elektronische Nacht di Stuttgart, in Germania.

Questo riconoscimento è solo l'ultimo di una serie che, in breve tempo, ha accreditato a livello internazionale le opere di Forlivesi come tra le più creative e cariche di personalità.

Nel 1996, scrive la sua prima opera per orchestra sinfonica, Mutter Morte (Madre Morte), eseguita nel 2000 alla Tokyo Opera City Concert Hall dalla Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra sotto la direzione del M° Ryusuke Numajiri. Nello stesso anno la sua composizione per pianoforte La pointe à la droite du coeur (La punta alla destra del cuore), scritta tra il 1996 e il 1997, viene eseguita alla Tokyo Opera City Recital Hall dal pianista giapponese Satoshi Inagaki.
Un periodo dedicato all'approfondimento delle tecniche compositive e informatiche per strumenti musicali elettronici lo porta tra il 1997 e il 1998 a realizzare la composizione per pianoforte e sistema informatico The fairy's book covered in dew (Il libro della fata ricoperto in rugiada), eseguita nel 1998 presso l'Espace de Projection del Centre Georges Pompidou di Parigi dal pianista francese Jean-Marie Cottet. Attratto nuovamente dalla scrittura orchestrale, tra il 2000 e il 2001 compone Three lyrics of Kyoka Izumi (Tre liriche di Kyoka Izumi) per mezzosoprano, tenore e orchestra, opera su testo originale in giapponese del grande poeta Kyoka Izumi ed eseguita nel 2002 nel contesto del Gaudeamus International Music Week alla Yakult Hall di Amsterdam dal mezzosoprano Anna Maria Dur, dal tenore Bernard Loonen e dalla Holland Symfonia sotto la direzione del M° Peter Hirsch.

Molti i concorsi nei quali in pochissimi anni si è distinto, tra i quali: Fondazione Zucchelli di Bologna (1996), Commissione del Conservatorio di Milano (1997), Associazione Giovani Artisti Italiani (edizioni 1999 e 2000), Toru Takemitsu Composition Award di Tokyo (2000), Akiyoshidai International Art Village A-i-R Programme di Yamaguchi (2001), DTKV Saxonia Composition Competition di Lipsia (2002), Gaudeamus International Music Week di Amsterdam (edizioni 2002 e 2003), Yamaha Music Foundation di Tokyo (2003), Huub Kerstens Prize di Amsterdam (2003).
Di fronte alla tragedia dell'11 settembre 2001, Forlivesi ha avvertito la necessità di scrivere un'opera che possedesse la fisionomia e la forza comunicativa di un inno alla pace. Nasce così nella primavera del 2003 Myosotis Triptych, composizione per coro, voce bianca, ottoni e percussioni. L'opera, richiesta dapprima per il progetto europeo Suoni dello Spirito, un evento su larga scala supportato dal Programma Cultura della Comunità Europea, viene selezionata indipendentemente anche per il Gaudeamus International Music Week 2003 ed eseguita nella Expozaal del Vlaams Cultuurhuis de Brakke Grond di Amsterdam dal Koor Nieuwe Muziek e dal Gaudeamus Ensemble sotto la direzione di René Nieuwint. Ad amplificarne ulteriormente il successo internazionale hanno contribuito anche le esecuzioni al Ljubljana Festival e all'Emilia-Romagna Festival, eseguite dall'Ensemble Vocale Laboratorio Ottantasette per la direzione del M° Paola Urbinati. Myosotis Triptych ha ricevuto all'unanimità, unica opera vincitrice, lo Huub Kerstens Prize 2003.

Per Carlo Forlivesi l'essere compositore rappresenta un tutt'uno con la capacità di rinnovare strutture e idee, con il gusto per la scoperta di nuove possibilità espressive, con il senso della globalità dell'umano. Nel campo della ricerca applicata, Forlivesi ha lavorato presso l'Istituto Danese di Musica Elettroacustica e l'Akiyoshidai International Art Village su metodiche e temi d'avanguardia quali i controllori gestuali, i sistemi musicali computerizzati interattivi per la danza e l'interazione tra danza e musica tradizionali giapponesi e nuove tecnologie musicali. È anche autore dell'installazione sonora per la Washi-Zokei Art Exposition 2000 di Shanghai. Come ricercatore, il suo lavoro è stato accreditato e supportato da istituzioni governative quali il Ministero Italiano degli Affari Esteri, il Governo Danese e il Governo Giapponese.

La visione multiculturale che guida l'attività di Forlivesi si riflette nella sua opera Kaya, composizione che richiede un insieme articolato di interpreti quali danzatori del teatro tradizionale giapponese e di stile moderno, strumenti acustici, elettronica e captori gestuali. La prima parte di quest'opera è stata eseguita all'Akiyoshidai International Art Village Concert Hall in Yamaguchi in Giappone nel 2001, sotto la direzione dello stesso compositore, e trasmessa dalla televisione giapponese. La ricerca e la sperimentazione in questo settore sono proseguite in Tokyo e Kyoto, ove Forlivesi ha studiato le tecniche d'esecuzione degli strumenti tradizionali giapponesi, divenendo il primo compositore italiano capace di scrivere nuova musica per questo genere di strumenti musicali sconosciuti alla cultura classica europea. Da questo studio è nata una composizione unica nel suo genere le Nuove musiche per biwa (2002-2003). La composizione, che è destinata a due suonatori di biwa, strumento tradizionale giapponese tra i più complessi, è stata creata al Tokyo Ongaku Daigaku durante un anno di lavoro con l'assistenza del maestro Yukio Tanaka (il maggiore esperto di biwa al mondo, maestro rappresentativo della scuola Tsuruta).

Tra le opere del maestro Forlivesi ricordiamo ancora: Figure senza volto (1993), per violino e pianoforte, eseguita alla J.S. Bach Concert Hall di Lipsia; Recherche, per doppio quartetto misto, eseguita alla rassegna Contemporaneamente di Lodi sotto la direzione del M° Tito Ceccherini, Lettera sopra il candore della luna (1997), per doppio quintetto di fiati, eseguita alla Sala Puccini di Milano per la rassegna Incontri musicali; Die zwei blauen Augen (1999), per soprano e violino, opera commissionata dal prof. Luigi Pestalozza per la rassegna L'officina musicale di Milano; Requiem (1999), per suoni di coro e oggetti rituali elaborati al computer, opera realizzata presso l'Istituto Danese di Musica Elettroacustica ed eseguita durante il Festival "da Bach a Bartok" del 2000; Più mesto - Etude de Montreal, per violoncello solo, composizione eseguita alla Chapelle Historique du Bon-Pasteur di Montreal.

Sue opere sono state trasmesse dalla televisione italiana (RAI) e da quella giapponese (TYS), oltre che da emittenti radiofoniche quali Radio-Canada e Holland-Radio.

Attualmente, Carlo Forlivesi è ricercatore presso l'Università della Musica di Tokyo e lavora a nuove opere tra le quali il suo terzo pezzo sinfonico per orchestra e una composizione per la touneé internazionale del violoncellista francese Benjamin Carat.

Sue opere sono in programma lungo il 2004 in Francia (Biennale Musique en Scene of Lyon), Germania (BKA of Berlin and E-Nacht of Stuttgart), Olanda (Gaudeamus Music Week) e Stati Uniti (MATA Festival).

Per le informazioni più dettagliate clicca qui http://www.alya.it/forlivesi/forlives.htm

Aggiornato a 02/2014