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Opere

Giorgio Battistelli
Aphrodite
(1987)
monodramma di costumi antichi da Pierre Louÿs
per v. recitante, ar., fl. e 3 percussionista

La mia prima lettura del romanzo Aphrodite di Pierre Louÿs, risale al 1968.
Ricordo che non appena terminai di leggere l'ultima pagina, decisi che, prima o poi, di quel romanzetto d'appendice ne avrei immaginato una partitura di suoni con una forma irregolare e, per alcuni aspetti, perversa.
Dalle pagine ingiallite del libro emergevano delicati colori pastello che ornavano il viso ed il corpo immaginario della bella Criside.
Un corpo profumato con essenze molto forti e seducenti, profumi molto simili a quelli di cui erano impregnate le figurine che ritraevano bellissime ragazze, figurine che venivano date in omaggio dai vecchi barbieri agli adolescenti di una volta.
Un piccolo rito di iniziazione che oggi appare quanto mai desueto.
Come è antico il desiderio che vive nel giocare col tempo, rinviare di possedere il corpo desiderato è un'arte preziosa che posseggono solo i maestri dell'erotismo e della passione.
La ritmica cortigiana è stata posseduta da migliaia di giovani ascoltatori che sono sempre pronti a seguirla sperando di ritrovare il "divino ritmo" da cui siamo nati.
L'ascolto della mia opera Aphrodite deve spingersi verso un attraversamento del Kitsch e dell'apparente semplicità suggerita dall'eco psicofonica di un'orchestra che suonò nel lontano 1905 all'Opera Comique di Parigi.
In questa partitura traspare la consapevolezza di essere stati sedotti ed il desiderio di riedificare il Gran Tempio al suono delle magiche percussioni e consacrare, con entusiasmo ai santuari della vera fede, i nostri cuori sempre attratti dal corpo della voce dell'immortale Aphrodite.
(Giorgio Battistelli)